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Il voto anticipato è un ricatto e una follia.
In questo contesto di crisi va trovata una soluzione nell’interesse del Paese.
La Finanziaria si poteva approvare in una settimana
ed è da irresponsabili ipotizzare un toto-voto.
Per questo confermiamo la sfiducia.

“Il voto anticipato in questo contesto di crisi sarebbe una follia. E tutti coloro che hanno a cuore l’interesse nazionale del Paese facciano un passo indietro”. Lo afferma Pier Ferdinando Casini, leader dell’Udc, ai microfoni del Tg2 che spiega: “abbiamo l’Irlanda ed il Portogallo che rischiano di fare la fine della Grecia. Noi siamo dietro l’angolo”.

 

“Le elezioni sono un ricatto che impediscono di trovare una soluzione nell’interesse del Paese. Ciò perchè tutti i problemi di oggi – sottolinea Casini – si ripresenterebbero dopo il voto il cui esito sarebbe molto probabilmente una maggioranza in una sola delle due camere”.

A chi gli chiede cosa ne pensi della proposta di Massimo D’Alema di una grande coalizione democratica Casini risponde: “Non so cosa intenda. Io so cosa dico quando parlo di un governo di responsabilità nazionale: Pdl e Pd dovrebbero sedersi intorno ad un tavolo e incominciare a ragionare in un modo diverso. Invece vogliono riproporre le stesse ricette che hanno fallito.”

“E’ da irresponsabili che esponenti di governo, come Bossi e La Russa, facciano ipotesi sulla data del voto anticipato in presenza di una situazione critica dell’Euro e di tutta l’economia europea”. Prosegue poi Casini a commento del calendario deciso ieri dai presidenti delle Camere per il voto di fiducia al governo: “La Finanziaria si poteva approvare in una settimana, anzi si doveva approvare in un battibaleno se si fosse stati consapevoli dei rischi che si corrono a causa della crisi economica in tutta Europa ma la maggioranza ha pensato che la tattica fosse più importante, si fa ancora melina, un mese di melina, così ha deciso il Senato”.

Infine: “Confermiamo la nostra sfiducia verso questo governo ma ci riserviamo di presentare una nostra mozione”.

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22 OTT – Care amiche, cari amici,
grazie per aver accolto il nostro invito qui a Roma, oggi. Cercherò di essere breve per lasciare spazio a tutti gli altri interventi e mi auguro di essere altrettanto chiaro ed efficace nel trasmettervi il messaggio che il partito nazionale vuole dare a tutti i propri dirigenti sul territorio in un momento cruciale per la legislatura e per il partito stesso. Il quadro politico complessivo, nonostante da due settimane appaia più tranquillo, è tutt’altro che stabilizzato. Il rischio che tutto precipiti da un giorno all’altro è molto alto. Al momento questo quadro, infatti, si regge su una somma di grandi debolezze.

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